Calvizie

La calvizie è una condizione di mancanza, totale o parziale, dei capelli. Esistono diverse scale per misurare l’estensione delle calvizie: ne citiamo due:

  • scala HAMILTON
  • scala NORWOOD

I soggetti appartenenti al livello I della scala di Hamilton sono quelli che non soffrono di calvizie. L’alopecia androgenetica o calvizie comune, è un diradamento della parte fronto-occipitale del capelli, dovuto alla miniaturizzazione del fusto. Come tipo di alopecia è il più frequente: colpisce uomini e donne di razza caucasica, con gravità diversa. In altre etnie è meno presente.

La calvizie può essere affrontata sia per via farmacologica che per via chirurgica.

Farmacologica

Esistono diversi farmaci che consentono di rallentare, bloccare e nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire (almeno per qualche anno) il processo di miniaturizzazione dei capelli causato dalla alopecia androgenetica.

Il farmaco più importante è la finasteride : un farmaco (approvato per il trattamento dell’alopecia androgenetica maschile dalla FDA statunitense nel 1997) inibitore della 5 alfa reduttasi di tipo II, prescritto in quantità di 1mg/dì(alcuni pazienti riportano però buoni benefici anche a dosaggi inferiori). La terapia va continuata per tutta la vita poiché dopo alcuni mesi dalla sospensione i capelli torneranno a cadere ed un’eventuale ripresa della terapia non porta agli stessi benefici. Gli effetti collaterali noti sono: diminuzione della libido, liquido seminale con quantità spermatica minore. Si tratta di effetti risolvibili con la sospensione del farmaco e registrati in una piccola percentuale di pazienti.

Un altro farmaco utilizzato è il minoxidil: un farmaco utilizzato anche per la cura dell’ipertensione. Viene usato sul bulbo pilifero e agisce da stimolante. Circa l’80 per cento dei pazienti ottiene buoni risultati. L’uso è prolungato nel tempo perché una sua sospensione riporta i capelli ad uno stadio preterapia. Gli effetti collaterali noti sono: ipotensione, infiammazioni, arrossamenti, prurito.

Altri farmaci comprendono soprattutto anti androgeni da utilizzare localmente (come il ciproterone acetato).

Per la prevenzione in ambito giovanile laddove si presuma una futura calvizie (ovvero in soggetti ansiosi o timidi) risultano molto utili i comuni antidepressivi di tipo SSRI, solo se iniziati ad assumere prima dell’inizio della pubertà e protratti fino ai 17-20 anni. Solitamente dopo i 13 anni l’avvio di ogni rimedio risulta inutile, perchè il destino dei capelli per l’età adulta è già segnato dai primi mesi di pubertà.

Chirurgica

Alternativa o complementare alla terapia medica è quella chirurgica, cioè l’autotrapianto. L’intervento, se effettuato da chirurghi competenti, aggiornati sempre sulle nuove tecniche, con un’esperienza provata e con alle spalle diversi interventi chirurgici, da quasi sempre ottimi risultati (in base anche allo stato di partenza, al diametro dei capelli del paziente ecc.) in quanto vengono utilizzati capelli della regione parietale ed occipitale, non soggetti a miniaturizzazione poiché resistenti all’azione degli ormoni androgeni.

La tecnica consiste nel “taglio” di una striscia di capelli, che sono poi ritagliate in parti molto più piccole e impiantate nella zona soggetta a calvizie. La tecnica dell’autotrapianto ha avuto significativi progressi negli ultimi 50 anni. La dimensione delle regioni impiantate sono diventate sempre più piccole, fino a raggiungere il singolo capello.

 
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