Aiuto! Idee sugli attacchi d’ansia: come trovare la quiete e vivere sereni

E’ il sintomo che spinge ben sette milioni e mezzo di italiani ad essere consumatori abituali di “ansiolitici”, cioè propriamente, i farmaci “antiansia”. Non solo! Pur non riuscendo ben chiaramente a quantificarne il numero, si ritiene che altri cinque milioni di individui soffrano d’ansia e utilizzino farmaci composti da un ansiolitico associato ad altre molecole ad azione specifica per un organo piuttosto che per un altro (ci si riferisce qui soprattutto a organi quali il cuore, lo stomaco, l’intestino, i muscoli del collo e della schiena).

Sono quindi circa dodici milioni e mezzo in totale i consumatori di farmaci che combattono l’ansia. Va poi notato che molti disturbi degli apparati viscerali sono considerati disturbi del “sistema nervoso”, cioè disfunzioni degli organi su “base ansiosa”.

Ma che cosa è l’ansia? Quali spiegazioni fornisce la medicina ufficiale sulle sue cause? Si cura solo con i farmaci o esistono anche altri metodi terapeutici? Le medicine alternative aiutano l’ansioso a stare meglio senza utilizzare (o assumendone minime quantità) farmaci che agiscono sul cervello?

In questo articolo cercherò si spiegare che esiste un’ansia di tipo “fisiologico” che si distingue dalla “sindrome ansiosa”, ne illustrerò i sintomi, le cause e la terapia. Inoltre tenterò di far capire perché un disagio psicologico come l’ansia ha così tanti sintomi di tipo organico. Infine mostrerò come omeopatia, fiori di Bach, agopuntura e psicoterapia possono, a vari livelli, curare l’ansia, che è considerata da molti un tipico malessere della vita contemporanea.

Le cause e la terapia

Tralasciando le interpretazioni psicologiche, che affronteremo in seguito, occorre precisare che le cause degli attacchi di panico per la medicina attuale non sono ben chiare. Infatti si ipotizzano fattori genetici in cui si cerca di dimostrare una vulnerabilità di base della persona, oppure fattori biologici che pongono l’accento su determinate sostanze presenti nel cervello e improvvisamente agenti in modo anomalo. In ogni caso la terapia degli attacchi di panico tesa a bloccare le crisi è di tipo farmacologico: vengono utilizzate sostanze di tipo “antidepressivo”.

Quella da stress

Per stress si intende in questo caso non tanto quel complesso di fattori caratteristici della vita moderna che causano continua tensione e preoccupazione, quanto piuttosto uno o più eventi traumatici di tipo personale, come violenze, lutti, rapine oppure di tipo collettivo come terremoti. Ebbene queste “esperienze” possono causare un turbamento psichico sia di natura acuta, cioè immediatamente dopo l’evento, sia di tipo cronico, cioè a mesi di distanza. I sintomi sono: ricordi e sogni ripetitivi della situazione traumatica; stato psicologico di “allarme”; sensi di colpa ingiustificabili; disturbi del sonno; difficoltà di memoria e di attenzione; evitare attività che risvegliano il ricordo dell’evento; azioni o sensazioni improvvise come se l’evento dovesse ripetersi per associazione con stimoli ambientali o con un ricordo. Ansia generalizzata, depressione, alcolismo, disadattamento sociale, abuso di farmaci, sono tutte possibili complicazioni dell’ansia da stress e la terapia è farmacologica, a base di ansiolitici e di antidepressivi, associati a cicli di psicoterapia di tipo comportamentale e di sostegno psicosociale.

Come colpisce

Come è possibile che l’ansia, oltre ai sintomi psicologici descritti, si sveli anche attraverso molti sintomi di tipo organico? La risposta sta nel risultato di ricerche sul sistema nervoso umano e i suoi collegamenti con comportamenti psicologici.

Per l’equilibrio di numerose funzioni del corpo di fronte ai molteplici stimoli dell’ambiente, il sistema nervoso autonomo riveste una grande importanza. Si tratta di un sistema che agisce appunto autonomamente, cioè senza il controllo volontario e senza che l’individuo ne sia consapevole A livello di tutto il corpo, al di fuori del cervello, il sistema si divide in due parti: “sistema simpatico” e “parasimpatico”. Ambedue si collegano a molti organi del corpo (cuore, vasi sanguigni, muscoli bronchiali e polmonari, stomaco, intestino, organi sessuali maschili, tutte le ghiandole, vescica urinaria, pelle) agendo su di loro in modo sinergico per assicurarne sempre la migliore funzionalità di fronte a qualsiasi stimolazione ambientale. In particolare: il sistema simpatico produce risposte negli organi che preparano all’attività (o all’emergenza) provocando per esempio l’aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della glicemia (zuccheri nel sangue) e, più in generale, l’aumento dell’attivazione e della disponibilità di “energia”.

Il sistema parasimpatico, invece, produce, a livello degli stessi organi, modificazioni generalmente in direzione opposta. La funzionalità dei due sistemi viene modulata da “centri” nervosi posti nel cervello, vera e propria centrale di comando operativa e analizzatore delle esigenze di tutto il corpo (ricordiamo: senza la volontà). Negli ultimi anni si è dimostrato che i centri sopra citati sono influenzati direttamente da una particolare zona del cervello denominata “sistema limbico” che ha la funzione di attivare e manifestare le emozioni.

Dunque a ogni emozione non corrisponde solo una reattività affettiva e comportamentale ma anche una risposta da parte degli organi del corpo mediata, appunto, dal sistema nervoso autonomo. Ecco quindi perché in concomitanza con l’angoscia e il terrore riferiti da chi soffre di attacchi di panico, oppure con lo stato di tensione diffuso e persistente di chi presenta ansia generalizzata, si manifestano anche sintomi “apparentemente” solo corporei come palpitazioni, nodo in gola, tremori, vertigini, formicolii alle mani e ai piedi, difficoltà digestive.

Tutto ciò ha portato allora a considerare l’ansia il disturbo psicologico più corporeo che ci sia e a stimolare ricerche per la migliore comprensione di tutte quelle malattie a tutt’oggi definite psicosomatiche (come la gastrite, la colite, la psoriasi) nelle quali l’ansia (insieme a problemi psicologici di cui il paziente è più o meno consapevole) sembra giocare un ruolo fondamentale.

Leave a Reply

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
.